Contratti di sviluppo: il Sud accelera negli investimenti

Negli ultimi nove mesi del 2023, gli investimenti al Sud Italia hanno registrato un significativo aumento grazie ai contratti di sviluppo, che rappresentano un’importante iniziativa del ministero delle Imprese e di Invitalia. Con 31 progetti ammessi a finanziamento, che complessivamente ammontano a quasi 4 miliardi di euro, l’interesse per il Mezzogiorno si dimostra in crescita rispetto ai soli 14 progetti dell’anno precedente. In particolare, gli investimenti attivati nelle regioni meridionali ammontano a circa 3 miliardi di

euro, a cui si aggiungono 800 milioni derivanti da progetti multiarea. Le agevolazioni pubbliche previste ammontano a 630 milioni per i progetti dedicati al Sud e a 162 milioni per i progetti multiarea, cifre nettamente superiori rispetto ai 970 milioni attivati nello stesso periodo nel 2022.

Un trend in crescita

L’anno 2022 ha segnato l’inizio della ripresa degli investimenti post-COVID, mentre il 2023 si è caratterizzato per un’accelerazione esponenziale. Infatti, si è passati da 27 a 66 imprese ammesse a finanziamento in Italia, evidenziando un aumento del 144%. Gli investimenti totali attivati sono cresciuti del 371%. Questa tendenza suggerisce che molti contratti siglati rappresentano finalmente la conclusione di progetti avviati da tempo, dimostrando così la determinazione delle imprese meridionali a investire. Tra i settori che beneficiano maggiormente dei contributi ci sono alimentare, automotive, turismo, farmaceutico, energia, trasporti e logistica. Questa diversificazione degli investimenti è un segnale positivo per l’economia del Sud, tradizionalmente caratterizzata da fragilità e difficoltà nel settore produttivo.

Domande in aumento e opportunità di sviluppo

Nel 2023, sono state presentate ben 1.129 domande di finanziamento, con un valore totale degli investimenti di circa 53,2 miliardi di euro e richieste di agevolazioni per quasi 21,3 miliardi. La percentuale di richieste provenienti dal Mezzogiorno è notevole, raggiungendo circa il 53% del totale, il che dimostra una chiara volontà di sviluppo in queste aree, in parte dovuta anche alla maggiore intensità di aiuto disponibile. Il Contratto di sviluppo si configura come il principale strumento agevolativo per il sostegno di programmi di investimento strategici. Questo strumento non solo supporta investimenti industriali, ma anche iniziative nel campo della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e attività turistiche. Le spese ammissibili devono superare i 20 milioni di euro, mentre per programmi che riguardano esclusivamente l’agricoltura, la soglia è di 7,5 milioni.

Esempi concreti di investimenti

Tra i progetti più rilevanti del 2023, spicca l’accordo siglato a giugno tra Mimit, Regione Campania e la società Rummo, produttrice di pasta, che prevede un investimento di 52 milioni per l’ampliamento dell’area produttiva, con l’obiettivo di creare 30 nuovi posti di lavoro. Un altro esempio è rappresentato dalla Brunella S.r.L., attiva nella trasformazione di pomodori e legumi, che prevede un investimento di circa 27 milioni con la creazione di 40 nuove unità lavorative. In Puglia, l’accordo con la società GE per Avio S.r.l. comporterà un investimento di 56 milioni, che porterà alla creazione di 100 nuovi posti di lavoro. Anche Laminazione Sottile in Campania prevede un investimento significativo per aumentare la capacità produttiva del suo stabilimento.

Conclusione

In sintesi, i contratti di sviluppo rappresentano un’opportunità concreta per il rilancio economico del Sud Italia. L’aumento degli investimenti e la varietà dei progetti segnalano una crescente fiducia nel potenziale del Mezzogiorno, promettendo così un futuro più prospero e dinamico per la regione.