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	<title>Agire</title>
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		<title>La Convention AGIRE &#8211; EUROSERVIS</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 23:39:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://agirenet.com/la-convention-agire-euroservis/">La Convention AGIRE &#8211; EUROSERVIS</a> proviene da <a href="https://agirenet.com">Agire</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<section class="l-section wpb_row height_custom"><div class="l-section-h i-cf"><div class="g-cols vc_row via_grid cols_1 laptops-cols_inherit tablets-cols_inherit mobiles-cols_1 valign_top type_default stacking_default"><div class="wpb_column vc_column_container"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_text_column"><div class="wpb_wrapper"><p class="v1MsoNormal">Il 12 marzo 2025 si è tenuta, nella magnifica sala convegni dell&#8217;Hotel Primula vicino a Nova Gorica,  la prima convention fra AGIRE ed EUROSERVIS.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Due Partners</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Da 20 anni nella regione Friuli Venezia Giulia due Società di consulenza si sono occupate di finanza agevolata. EUROSERVIS era inizialmente nata per aiutare gli associati all&#8217;unione slovena in Italia; in particolare, la padronanza di due lingue e la conoscenza dei fondi europei hanno permesso il successo nei progetti Interreg, finalizzati alla coesione dei paesi confinanti. In seguito EUROSERVIS è cresciuta conquistando una posizione di eccellenza nel settore turistico della montagna, nell&#8217;assitenza agli enti locali e raggiungendo un primato in Italia per progetti europei vinti.</p>
<p class="v1MsoNormal">AGIRE, anche nata 20 anni fa per aggregare precedenti esperienze consulenziali nella finnaza agevolata, si è distinta per la capacità di aiutare le imprese industriali ad accedere al sostegno pubblico all&#8217;innovazione, agli investimenti, alla ricerca e sviluppo ed all&#8217;internazionalizzazione.</p>
<p class="v1MsoNormal">Due Società di consulenza che hanno in comune competenze e valori mentre operano su settori economici distinti.</p>
<p class="v1MsoNormal">Nel dicembre del 2024, dopo vari anni di collaborazione ed amicizia professionale, i soci delle due Società hanno condiviso un progetto di unione ed EUROSERVIS è diventata socia di AGIRE. L&#8217;obiettivo è la qualità della consulenza  e l&#8217;ampliamento delle opportunità di sostenere la crescita delle imprese clienti. Anche la finanziaria regionale FRIULIA, socia di EUROSERVIS, ha creduto nella creazione di maggior valore per le imprese del territorio e sostenuto il progetto.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>La Convention</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">La convention nasce dalla volontà di creare un unico gruppo di professionisti con ampie competenze multi-disciplinari. Quasi 50 collaboratori delle due Società si sono scambiati informazioni e dati sulle attività svolte nel corso del 2024. I temi affrontati sono molti: dal Piano Industria 4.0 declinato nel settore turistico (EUROSERVIS) e nel settore industriale (AGIRE), al nuovo Piano Transizione 5.0. Successi si sono registrati nei bandi del PR FESR (AGIRE) e nei progetti europei (EUROSERVIS). Entrambe le Società hanno assistito prestigiosi clienti ad ottenere agevolazioni a livello nazionale con l&#8217;approvazione di Contratti di Sviluppo (investimenti superiori ai 20 M€) e Accordi per l&#8217;Innovazione.</p>
<p class="v1MsoNormal">E&#8217; seguita un&#8217;analisi delle strategie future e dei passi necessari per una sempre maggiore integrazione. Si è parlato di economia e finanza e dell&#8217;evoluzione delle politiche europee, delle nuove opportunità, di come aumentare formazione e competenze dei collaboratori, di come mantenere rapporti continuativi con le imprese clienti, fornendo informazioni di qualità e proposte concrete di sviluppo.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Capitale della Cultura GO!2025</b></h2>
<p class="v1MsoNormal"><span>Gorizia e Nova Gorica capitale europea della cultura 2025 hanno offerto l&#8217;opportunità di continuare il &#8220;team building&#8221; coerentemente con lo spirito oltre i confini! Non a caso la Convention ha voluto avere luogo in entrambe le città.</span></p>
<p class="v1MsoNormal">In particolare, la grande esposizione &#8220;<i>Andy Warhol. Beyond borders</i>&#8221; si è rivelata occasione ideale per mescolare le persone delle due Società al di fuori dell&#8217;ambito professionale ed instaurare rapporti nuovi.</p>
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		<title>AGIRE Srl ha festeggiato i primi 20 anni di attività!</title>
		<link>https://agirenet.com/agire-srl-ha-festeggiato-i-20-anni-di-attivita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[agire_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 15:46:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://agirenet.com/agire-srl-ha-festeggiato-i-20-anni-di-attivita/">AGIRE Srl ha festeggiato i primi 20 anni di attività!</a> proviene da <a href="https://agirenet.com">Agire</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<section class="l-section wpb_row height_custom"><div class="l-section-h i-cf"><div class="g-cols vc_row via_grid cols_1 laptops-cols_inherit tablets-cols_inherit mobiles-cols_1 valign_top type_default stacking_default"><div class="wpb_column vc_column_container"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_text_column"><div class="wpb_wrapper"><p>Il 29 novembre 2024 abbiamo festeggiato i 20 anni di attività condividendo dei bei momenti  con i soci, i dipendenti ed i collaboratori esterni. E&#8217; stata un&#8217;occasione per rivivere assieme la storia della nostra Società e fare progetti per il futuro.</p>
<h2><strong>Il passato</strong></h2>
<p>AGIRE nasce nel 2004 per volontà di vari professionisti che provenivano da precedenti esperienze consulenziali o da ruoli di responsabilità in imprese  che gestivano contributi agli investimenti ed alla Ricerca &amp; Sviluppo. Era l&#8217;anno del cosiddetto &#8220;risiko bancario&#8221; e le banche che partecipavano la Società di consulenza sulla finanza agevolata Alpifin di Pordenone avevano dichiarato la volontà di cedere tali partecipazioni. AGIRE fu costituita proprio per condurre la trattativa per l&#8217;acquisizione e, nel dicembre 2004, assunse dipendenti, portafoglio clienti e contratti ed iniziò l&#8217;attività.</p>
<p>Per molti anni AGIRE ha fornito consulenza ed assistenza a molte imprese, presentando e gestendo il finanziamento di migliaia di progetti fra ricerca industriale, sviluppo sperimentale, internazionalizzazione, sviluppo d&#8217;impresa, investimenti, innovazione tecnologica. Sono stati anni entusiasmanti per la consapevolezza di aver aiutato le imprese a realizzare i propri piani e raggiungere gli obiettivi. Neppure gli anni seguiti alla crisi finanziaria del 2008-2009  ed a quella economica del 2013-2014 hanno fatto venir meno la volontà di affiancarsi a manager ed imprenditori ed aiutarli nel cercare i mezzi per superare la tempesta.</p>
<h2><strong>Il Presente</strong></h2>
<p>Oggi la Società è conosciuta ed apprezzata per la continuità di rapporto con clienti ed istituzioni. Nella festa dei vent&#8217;anni si sono riuniti i principali professionisti,  ingegneri, avvocati, commercialisti, manager che  da anni danno il loro contributo ed arricchiscono le competenze di AGIRE.</p>
<p>Il dinamismo delle imprese e le numerose opportunità di sostenere piani di sviluppo ed investimenti permettono un&#8217;ampia gamma di possibilità per offrire consulenza, creando, volta per volta, gruppi di lavoro multi-disciplinari.</p>
<h2><strong>Il Futuro</strong></h2>
<p>La complessità delle normative, fra regolamenti europei, leggi nazionali e regionali, norme civilistiche e fiscali richiederanno sempre di più una crescita nelle competenze interne e la ricerca di alleanze con collaboratori esterni. Il faro che guiderà la nostra azione sarà sempre la volontà di aiutare le imprese a crescere e diventare maggiormente competitive.</p>
<p>Abbiamo recentemente portato a compimento un progetto per unire le competenze con la Società EUROSERVIS di Trieste, riconoscendo la condivisione dei valori e la complementarietà nel know-how e nei settori economici serviti. Questo è una solida base per offrire alle imprese del Nord Italia servizi sempre di maggiore contenuto e qualità. Così come la collaborazione con la Società SARIF di Roma promette una maggiore efficienza per quei clienti che investono al Centro e Sud Italia.</p>
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		<title>Convegno &#8220;LeadGreen Forum 2024&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[agire_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2025 14:49:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://agirenet.com/convegno-leadgreen-forum-2024/">Convegno &#8220;LeadGreen Forum 2024&#8221;</a> proviene da <a href="https://agirenet.com">Agire</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<section class="l-section wpb_row height_custom"><div class="l-section-h i-cf"><div class="g-cols vc_row via_grid cols_1 laptops-cols_inherit tablets-cols_inherit mobiles-cols_1 valign_top type_default stacking_default"><div class="wpb_column vc_column_container"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_text_column"><div class="wpb_wrapper"><p>Il 29 ottobre si è tenuto presso il MIB Trieste School of Management il convegno &#8220;LeadGreen Forum 2024&#8221;, organizzato da EUROSERVIS e FRIULIA, con la partecipazione di Banca Mediolanum, Nord Est Multimedia ed AGIRE Srl.</p>
<p>Il convegno ha rappresentato <span>un&#8217;importante occasione per approfondire tematiche legate all&#8217;innovazione aziendale, alle nuove opportunità di finanza agevolata e conoscere le best practices nel campo della sostenibilità e della transizione verde.</span></p>
<h2><strong>I relatori</strong></h2>
<p>La d.ssa Federica Seganti, Presidente e Amministratore Delegato di Friulia SPA, ha affrontato la tematica del rating ESG &#8211; Environment, Social and Governance &#8211; sia per un soggetto finanziario istituzionale come FRIULIA che per le imprese.</p>
<p>E&#8217; seguito l&#8217;intervento del dr. Diego Selva<strong><em>,</em></strong> responsabile della Direzione Investment Banking di Banca Mediolanum, sulla sostenibilità negli interventi finanziari.</p>
<p>Per il <span>Ministero delle Imprese e del Made in Italy il dr. Raffaele Spallone ha illustrato gli interventi agevolativi che il Ministero pone in essere a sostegno delle Piccole e Medie Imprese.</span></p>
<p>Il Piano Transizione 5.0 ed il Fondo Nuove Competenze, innovative misure incentivanti gli investimenti e la formazione, sono stati oggetto della relazione del dr. Daniele Russi di EUROSERVIS.</p>
<p>E&#8217; seguito l&#8217;intervento del dr. Sergio Pugnetti, Presidente di AGIRE Srl , che ha condiviso con il numeroso pubblico (nella foto) un&#8217;approfondimento sul ruolo che svolgono gli incentivi agli investimenti industriali nei confronti dello sviluppo economico dei territori.</p>
<p>Infine il dr. Erik Svab, Presidente di EUROSERVIS Srl, ha commentato con i titolari di alcune imprese dei casi di successo nell&#8217;accedere ed utilizzare strumenti di agevolazione.</p>
<h2><strong>Il Convegno</strong></h2>
<p>Il convegno si è tenuto nella splendida sede del MIB con la partecipazione di oltre 100 persone provenienti da tutta la Regione. E&#8217; stata un&#8217;occasione <span>per fare rete, dialogare con i relatori ed i partecipanti ed approfondire tematiche in un contesto informale con sottofondo musicale ed evento di beneficienza.</span></p>
</div></div></div></div></div></div></section>
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		<title>Report Istat: spesa per ricerca e sviluppo in crescita nel 2022</title>
		<link>https://agirenet.com/report-istat-spesa-per-ricerca-sviluppo-crescita-2022/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 08:15:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://agirenet.com/report-istat-spesa-per-ricerca-sviluppo-crescita-2022/">Report Istat: spesa per ricerca e sviluppo in crescita nel 2022</a> proviene da <a href="https://agirenet.com">Agire</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<section class="l-section wpb_row height_custom"><div class="l-section-h i-cf"><div class="g-cols vc_row via_grid cols_1 laptops-cols_inherit tablets-cols_inherit mobiles-cols_1 valign_top type_default stacking_default"><div class="wpb_column vc_column_container"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_text_column"><div class="wpb_wrapper"><p>Secondo l’ultima analisi dell&#8217;Istat, la spesa italiana per attività di ricerca e sviluppo (R&amp;S) ha registrato un aumento significativo nel 2022, raggiungendo circa 27,3 miliardi di euro. Questo dato rappresenta un incremento del 5% rispetto all’anno precedente e del 3,9% rispetto ai livelli pre-pandemia del 2019. Tuttavia, l’incidenza della spesa sul Prodotto Interno Lordo (PIL) è scesa all&#8217;1,37%, in calo rispetto all&#8217;1,41% dell&#8217;anno precedente. Questo trend positivo nella spesa per R&amp;S è particolarmente evidente nel Mezzogiorno, dove gli investimenti hanno visto un aumento del 11,2% nelle Isole e del 6,1% nel Sud.</p>
<h2><strong>Analisi della spesa per settore</strong></h2>
<p>L’incremento della spesa per R&amp;S nel 2022 è stato sostenuto in gran parte dalle medie e grandi imprese, le quali hanno visto aumenti rispettivi del 1,2% e del 6,4%. Tuttavia, le piccole imprese, con meno di 50 addetti, hanno subito una contrazione del 5,3%. Anche altri settori hanno contribuito a questa crescita: le università hanno aumentato la loro spesa del 7,5%, le istituzioni pubbliche del 5,2%, e le organizzazioni non profit del 2,7%. Nonostante le prospettive per il 2023 mostrino un leggero calo della spesa in R&amp;S da parte delle imprese (-0,3%), le previsioni indicano un recupero nel 2024, con un incremento atteso del 4,6% rispetto al 2023. Questo segnale è incoraggiante, suggerendo una ripresa della fiducia nel settore e nell&#8217;innovazione.</p>
<h2><strong>Composizione della spesa</strong></h2>
<p>Nel 2022, il settore privato, che include imprese e organizzazioni non profit, ha rappresentato il 61,4% della spesa totale in R&amp;S intra-muros, investendo circa 16,3 miliardi di euro. Le università hanno contribuito con il 24,6%, mostrando un lieve aumento nella loro partecipazione, mentre il settore pubblico ha mantenuto un contributo stabile del 14,0%. Per quanto riguarda le fonti di finanziamento, le imprese continuano a essere la principale fonte di finanziamento della R&amp;S, coprendo il 53,2% della spesa totale. Nel 2022, si è registrato un aumento sia della spesa finanziata dal settore pubblico (+6,2%) che da quello privato (+3,6%), con una crescita notevole della componente finanziata dall&#8217;estero, che ha visto un incremento del 12,7%.</p>
<h2><strong>Tendenze nella ricerca</strong></h2>
<p>Un aspetto interessante del report è la chiara tendenza alla crescita della spesa nelle due principali componenti della R&amp;S: la ricerca di base e quella applicata. La spesa per la ricerca di base ha registrato un aumento dell’8,8% rispetto al 2021, raggiungendo i 6,7 miliardi di euro, mentre la ricerca applicata ha visto un incremento del 6,6%, consolidando la sua posizione come principale voce di investimento con oltre 11 miliardi di euro. Inoltre, il settore dello sviluppo sperimentale di nuovi prodotti e processi ha mostrato un lieve aumento del 0,7%. È importante notare che tre quarti della spesa totale, pari a 20,3 miliardi di euro, è stata sostenuta da sei regioni nel Centro-Nord, con il Mezzogiorno che ha contribuito con una quota del 15,6%, grazie a un incremento dell’11,2%.</p>
<h2><strong>Prospettive future</strong></h2>
<p>Per il 2023, le previsioni indicano un aumento del 4,1% negli stanziamenti per R&amp;S da parte delle amministrazioni centrali, delle Regioni e delle Province autonome, passando da 12,8 miliardi del 2022 a circa 13,4 miliardi. Questo investimento rappresenta un segnale positivo per il futuro della ricerca in Italia, con l&#8217;auspicio che la crescita continui nei prossimi anni. In conclusione, il report Istat mette in luce un quadro incoraggiante per la spesa in ricerca e sviluppo in Italia, evidenziando sia le sfide che le opportunità future. Le diverse componenti della R&amp;S mostrano segni di ripresa, il che è essenziale per il progresso e la competitività del sistema economico italiano.</p>
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		<title>Credito d’Imposta per R&#038;S: certificatori sotto pressione</title>
		<link>https://agirenet.com/credito-imposta-res-certificatori-sotto-pressione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 08:10:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://agirenet.com/credito-imposta-res-certificatori-sotto-pressione/">Credito d’Imposta per R&#038;S: certificatori sotto pressione</a> proviene da <a href="https://agirenet.com">Agire</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<section class="l-section wpb_row height_custom"><div class="l-section-h i-cf"><div class="g-cols vc_row via_grid cols_1 laptops-cols_inherit tablets-cols_inherit mobiles-cols_1 valign_top type_default stacking_default"><div class="wpb_column vc_column_container"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_text_column"><div class="wpb_wrapper"><p>Dopo la pubblicazione tardiva delle linee guida del 4 luglio, i tecnici incaricati della valutazione stanno affrontando sfide critiche nel rispettare i requisiti definiti dal Manuale di Frascati. Tale documento stabilisce i parametri di innovazione, imponendo che i progetti dimostrino <em>novità </em>e <em>creatività</em>, per accedere ai benefici fiscali.</p>
<h2><strong>Un contesto complesso per la validazione</strong></h2>
<p>Il credito d’imposta per la R&amp;S si propone di agevolare le imprese impegnate nello sviluppo tecnologico, ma le linee guida introdotte di recente aumentano la difficoltà di ottenere la validazione. Le valutazioni devono retrocedere fino a progetti avviati dal 2015 al 2021, richiedendo ai certificatori di ricostruire il contesto dell’epoca per stabilire se effettivamente le innovazioni fossero nuove rispetto al “pubblico dominio” tecnologico. Molte imprese, in particolare quelle che si occupano di sviluppo intensivo in R&amp;S, hanno più progetti attivi annualmente, spesso dai 15 ai 20. La capacità di risposta dei certificatori risulta ulteriormente rallentata dalla necessità di esplorare le conoscenze accessibili nel periodo di avvio del progetto e dalle verifiche di brevetti, dati di mercato e tecnologie già esistenti, come richiesto dal Manuale di Frascati.</p>
<h2><strong>Sfida per i certificatori: originalità e innovazione</strong></h2>
<p>L’aspetto della “novità” è essenziale per qualificare l’attività come R&amp;S: per rispettare il criterio, ogni progetto deve avere caratteristiche che lo distinguano dalle conoscenze e tecnologie disponibili nel mercato. Le linee guida affermano che la valutazione deve essere effettuata in base a un confronto tra il livello tecnologico del progetto e la base di conoscenze pubbliche al tempo della sua ideazione. Il Manuale di Frascati è estremamente rigido nell’escludere attività meramente imitatorie; per questo, il certificatore deve attestare che, al momento dell’avvio, le conoscenze e le tecniche applicate non fossero già comunemente accessibili. Per progetti del passato, ciò comporta un esame minuzioso di brevetti, analisi di mercato, pubblicazioni scientifiche e altre fonti. La novità, però, non è l’unico requisito da rispettare: i progetti devono dimostrare anche creatività nell’affrontare ostacoli scientifici o tecnologici.</p>
<h2><strong>Creatività e difficoltà tecniche: documentazione richiesta</strong></h2>
<p>Per la validazione del criterio di “creatività,” il certificatore deve dimostrare che l’impresa ha affrontato e superato sfide tecniche o scientifiche significative nel corso della ricerca. Tale processo deve risultare documentato nel dettaglio, inclusi eventuali fallimenti o modifiche successive a ipotesi originarie. Secondo il Manuale di Frascati, queste difficoltà sono la base per giustificare l’originalità del progetto. Tuttavia, la natura tecnica e complessa dei requisiti spesso rende complesso stabilire l’adeguatezza degli sviluppi passati rispetto alle attese attuali. La questione è resa più complessa per settori come quello della moda, dove le innovazioni tendono a essere rapidamente imitatrici. A tale proposito, il recente “Tavolo Moda” del MIMIT ha aperto la possibilità di istituire un “saldo e stralcio” per sanare alcune discrepanze sul periodo 2015-2019, riducendo le criticità per le imprese che, nel frattempo, si sono trovate in una posizione ambigua rispetto al credito R&amp;S.</p>
<h2><strong>Pressione crescente e prospettive future</strong></h2>
<p>Nonostante la crescente pressione sui certificatori, le linee guida ribadiscono che solo le attività effettivamente innovative possono accedere al credito d’imposta per la R&amp;S, il che esclude attività rivolte esclusivamente a miglioramenti marginali. Sarà cruciale, per le autorità e per le imprese, trovare un equilibrio che garantisca il rispetto dei requisiti senza penalizzare inutilmente l’innovazione in Italia.</p>
</div></div></div></div></div></div></section>
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		<title>Contratti di sviluppo: il Sud accelera negli investimenti</title>
		<link>https://agirenet.com/contratti-sviluppo-sud-accelera-investimenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 08:05:43 +0000</pubDate>
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<p>euro, a cui si aggiungono 800 milioni derivanti da progetti multiarea. Le agevolazioni pubbliche previste ammontano a 630 milioni per i progetti dedicati al Sud e a 162 milioni per i progetti multiarea, cifre nettamente superiori rispetto ai 970 milioni attivati nello stesso periodo nel 2022.</p>
<h2><strong>Un trend in crescita</strong></h2>
<p>L’anno 2022 ha segnato l’inizio della ripresa degli investimenti post-COVID, mentre il 2023 si è caratterizzato per un’accelerazione esponenziale. Infatti, si è passati da 27 a 66 imprese ammesse a finanziamento in Italia, evidenziando un aumento del 144%. Gli investimenti totali attivati sono cresciuti del 371%. Questa tendenza suggerisce che molti contratti siglati rappresentano finalmente la conclusione di progetti avviati da tempo, dimostrando così la determinazione delle imprese meridionali a investire. Tra i settori che beneficiano maggiormente dei contributi ci sono alimentare, automotive, turismo, farmaceutico, energia, trasporti e logistica. Questa diversificazione degli investimenti è un segnale positivo per l&#8217;economia del Sud, tradizionalmente caratterizzata da fragilità e difficoltà nel settore produttivo.</p>
<h2><strong>Domande in aumento e opportunità di sviluppo</strong></h2>
<p>Nel 2023, sono state presentate ben 1.129 domande di finanziamento, con un valore totale degli investimenti di circa 53,2 miliardi di euro e richieste di agevolazioni per quasi 21,3 miliardi. La percentuale di richieste provenienti dal Mezzogiorno è notevole, raggiungendo circa il 53% del totale, il che dimostra una chiara volontà di sviluppo in queste aree, in parte dovuta anche alla maggiore intensità di aiuto disponibile. Il Contratto di sviluppo si configura come il principale strumento agevolativo per il sostegno di programmi di investimento strategici. Questo strumento non solo supporta investimenti industriali, ma anche iniziative nel campo della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e attività turistiche. Le spese ammissibili devono superare i 20 milioni di euro, mentre per programmi che riguardano esclusivamente l’agricoltura, la soglia è di 7,5 milioni.</p>
<h2><strong>Esempi concreti di investimenti</strong></h2>
<p>Tra i progetti più rilevanti del 2023, spicca l&#8217;accordo siglato a giugno tra Mimit, Regione Campania e la società Rummo, produttrice di pasta, che prevede un investimento di 52 milioni per l’ampliamento dell’area produttiva, con l’obiettivo di creare 30 nuovi posti di lavoro. Un altro esempio è rappresentato dalla Brunella S.r.L., attiva nella trasformazione di pomodori e legumi, che prevede un investimento di circa 27 milioni con la creazione di 40 nuove unità lavorative. In Puglia, l&#8217;accordo con la società GE per Avio S.r.l. comporterà un investimento di 56 milioni, che porterà alla creazione di 100 nuovi posti di lavoro. Anche Laminazione Sottile in Campania prevede un investimento significativo per aumentare la capacità produttiva del suo stabilimento.</p>
<h2><strong>Conclusione</strong></h2>
<p>In sintesi, i contratti di sviluppo rappresentano un&#8217;opportunità concreta per il rilancio economico del Sud Italia. L&#8217;aumento degli investimenti e la varietà dei progetti segnalano una crescente fiducia nel potenziale del Mezzogiorno, promettendo così un futuro più prospero e dinamico per la regione.</p>
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		<title>Incentivi Transizione 5.0: come ottenere il credito d’imposta per il risparmio energetico</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 08:00:12 +0000</pubDate>
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<h2><strong>I fondi disponibili e i requisiti</strong></h2>
<p>Il piano mette a disposizione 6,3 miliardi di euro fino al 2030, suddivisi in vari anni: un miliardo per il 2024, 3,1 miliardi per il 2025, e 415,8 milioni per ogni anno successivo fino al 2030. Le imprese ammesse, indipendentemente da dimensione o settore, possono ricevere un credito d’imposta con un’aliquota massima del 45% fino a un massimo di 50 milioni di euro per progetto.</p>
<h2><strong>Gli otto documenti necessari</strong></h2>
<p>La procedura di richiesta degli incentivi è rigorosa e richiede una serie di documenti tecnici e finanziari da trasmettere tramite la piattaforma Transizione 5.0 del Gestore Servizi Energetici (GSE), accessibile con SPID. I principali documenti includono:</p>
<ol>
<li><strong>Comunicazione preventiva</strong>: l’azienda deve inviare una prima comunicazione con i dettagli del progetto, includendo una perizia asseverata sui risparmi energetici previsti.</li>
<li><strong>Certificazione ex ante</strong>: una valutazione tecnica che verifica la realizzabilità degli obiettivi di risparmio energetico.</li>
<li><strong>Comunicazione intermedia</strong>: una dichiarazione sull’avanzamento degli investimenti, attestando l’utilizzo di almeno il 20% dei fondi prenotati.</li>
<li><strong>Certificazione ex post</strong>: una verifica dei risultati ottenuti rispetto alle stime iniziali.</li>
<li><strong>Perizia asseverata di interconnessione</strong>: conferma che i beni acquistati siano integrati nei sistemi aziendali.</li>
<li><strong>Certificazione contabile</strong>: documentazione delle spese sostenute per il progetto.</li>
<li><strong>Attestazione di conformità ambientale</strong>: un documento che dimostri l’adesione agli obblighi del PNRR, inclusi i vincoli ambientali.</li>
<li><strong>Comunicazione finale</strong>: un rapporto conclusivo sull’intero progetto, da inviare entro il 28 febbraio 2026.</li>
</ol>
<h2><strong>Termini e modalità di utilizzo del credito</strong></h2>
<p>I progetti ammissibili devono essere avviati dopo il 1° gennaio 2024 e completati entro il 31 dicembre 2025. Il decreto considera “avvio del progetto” la data in cui l’impresa assume il primo impegno giuridico sugli investimenti. La conclusione del progetto può essere intesa in modi diversi a seconda della tipologia di investimento: l’entrata in funzione di impianti rinnovabili, la chiusura delle installazioni, o il completamento di corsi di formazione previsti. Una volta ottenuto, il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione e diventa disponibile 10 giorni dopo la comunicazione di completamento. Le aziende possono usarlo in una o più quote entro il 31 dicembre 2025; se non interamente sfruttato entro questa scadenza, l’importo residuo può essere distribuito su cinque anni.</p>
<h2><strong>Una svolta verso la sostenibilità aziendale</strong></h2>
<p>Il piano Transizione 5.0 mira a incentivare pratiche aziendali più sostenibili, e rappresenta un’opportunità concreta per le imprese italiane di ridurre i costi energetici e contribuire alla tutela ambientale. Tuttavia, i requisiti documentali complessi e le verifiche tecniche obbligatorie richiedono una preparazione rigorosa e una pianificazione puntuale per garantire il rispetto delle tempistiche e il massimo beneficio dall’incentivo.</p>
</div></div></div></div></div></div></section>
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